PARCO RICERCA

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Cenni sulla geologia delle zone di Veglia e Devero

(a cura di Vittorio Soldani)

Le Valli Ossolane e le zone di Devero e Veglia sono caratterizzate da una grande varietà di rocce e assumono un particolare interesse nello studio della formazione della catena alpina, avvenuta in tempi diversi.

In queste aree il sistema di falde (sovrapposizione e scorrimento di rocce e sedimenti) che forma i ricoprimenti delle zone “Sempione - Ticino” porta a giorno elementi tettonici profondi della zona pennidica. Nell’area di confluenza della Valle Devero con la Valle Antigorio l’erosione glaciale ha messo in luce l’elemento forse più antico e profondo della catena alpina, denominato da alcuni studiosi “Elemento 0” o “Cupola di Verampio”. Al di sopra di essa sono ben visibili altre formazioni rocciose. Tre grandi ricoprimenti, denominati rispettivamente di Antigorio, del Lebendun e del Leone formano le zone di Veglia e Devero.

Queste falde sono formate da rocce molto antiche e giacciono piegate verso il massiccio del

Cafarsite

Gottardo; costituivano il basamento di un antico oceano esistente oltre 230 milioni di anni fa. L’avvicinarsi lento e in tempi lunghissimi della zolla africana a quella europea diede inizio, circa 50 – 60 milioni di anni fa, alla formazione della catena alpina. L’enorme forza ed energia sprigionate dalla spinta delle zolle africana ed europea causarono il sollevamento del fondo dell’antico mare, accavallando gli strati delle rocce e dei sedimenti preesistenti con le rocce più recenti, in un immane processo durato milioni di anni. In questo processo le rocce si sono trasformate a causa delle enormi pressioni e delle elevate temperature cui furono sottoposte. I tre ricoprimenti sono separati da strati di rocce sedimentarie più recenti di spessore variabile, costituite da calcescisti e calcari, che assumono una particolare forma, chiamata sinclinale.
Questo sistema di falde e sinclinali poggia sulla “Cupola di Verampio” in una ordinata successione di unità tettoniche, così dislocate:

1) Elemento 0 o Cupola di Verampio;
2) Sinclinale di Baceno;
3) Ricoprimento I o Falda di Antigorio;
4) Sinclinale del Teggiolo;
5) Ricoprimento II o Falda di Lebendun;
6) Sinclinale di Devero;
7) Ricoprimento III o del Monte Leone - Ofenhorn;
8) Serie di Berisal.

I grandi fenomeni orogenetici determinarono un forte cambiamento nei materiali costituenti le

Litoclase

rocce interessate, provocando una ricristallizzazione delle rocce primitive, orientando i minerali di neoformazione conformemente alle correnti tettoniche dominanti.
Le principali montagne dell’Alpe Veglia e Devero: Monte Leone, Rebbio, Helsenhorn, Cornera, Cervandone, Punta Gerla, Punta di Valdeserta, Arbola e Minoia sono costituite da coltri di gneiss chiari del ricoprimento “Monte Leone”. Sulle cime del Cervandone e dell’Helsenhorn sono presenti rocce della serie di Berisal.
All’interno di queste montagne gneiissiche, tra il Cervandone e la Val Deserta si trova il complesso ultrafemico di Geisspfad, che si propaga dalla cresta del Fleschorn alla Punta Marani verso le punte della Rossa e del Crampiolo con prolungamenti che affiorano sui versanti a sud est e nord est del Pizzo Cervandone. Questa massa di rocce serpentinose risulta caratterizzata da una evidente colorazione rossastra, dovuta all’alterazione superficiale delle stesse a causa degli agenti atmosferici. La stessa roccia, nelle zone dove l’ossidazione non si è verificata, mantiene l’originale e caratteristico colore verde.

I minerali delle “rocce verdi.


I minerali più interessanti che si possono ancora trovare nelle rare fessure o anche inclusi nelle “rocce verdi” sono: andradite, apatite, diopside, calcite, ilmenite, epidoto, titanite…

I minerali degli gneiss.


Le fessure presenti negli gneiss sono note per la presenza di minerali ben cristallizzati: quarzo, ematite, anatasio,, titanite, adularia.…L’area del Cervandone, per un processo genetico tutto particolare, accanto ai minerali più tipici delle fessure, ne presenta altri rari, unici al mondo e caratteristici della località: cafarsite, cervandonite, gasparite, paraniite, fetiasite…

I minerali dei calcescisti.


I calcescisti della sinclinale di Devero dall’Alpe Veglia attraverso la valle Buscagna, il monte

Sinchisite

Cazzola, la Corona Troggi, il Sangiatto, il Corbernas, la Punta della Valle si collegano oltre l’Arbola con i Bùndnerschiefer della Valle Bedretto. Costituite da calcescisti sono anche zone più limitate che affiorano all’Alpe Veglia alla Punta di Terrarossa o intercalate fra gli gneiss del “Monte Leone”e le rocce di “Berisal”, tra l’Helsenhorn e il Monte Cervandone. Nei calcescisti le fessure sono piuttosto abbondanti e contengono generalmente i seguenti minerali: quarzo, calcite, muscovite, dolomite, pirite, rutilo, anatasio. a volte anche in druse molto vistose. Inclusi nelle lenti di quarzo o nella roccia si possono osservare: cianite, granato,

Cervandonite-(Ce)

orneblenda, rutilo, staurolite…

Pubblicazioni sui minerali dell’Ossola.


Il prof. Aldo Reggiani, nel libro “Ossola Minerale”, pubblicato nel 1975, descrive 272 minerali presenti nella regione del Verbano – Cusio – Ossola.
Claudio Albertini nel suo libro “Devero e i suoi minerali”, edito nel 1991, elenca ben 144 specie ascrivibili a questa località.

Tilasite

Il Parco e la ricerca scientifica.


La libera ricerca di minerali all’interno del Parco non è più consentita. Il Parco favorisce però la ricerca a carattere scientifico e didattico, da parte di Musei e Università. A decorrere dal 1998, in collaborazione con il Museo di Scienze della Terra “Ubaldo Baroli”di Crodo il Parco ha adottato un Regolamento sperimentale per la ricerca controllata di minerali all’interno del Parco. Questo Regolamento è stato parzialmente modificato nel 2002 al fine di rendere più agevole la ricerca. Le autorizzazioni sono concesse esclusivamente dal Parco, previa presentazione di uno specifico piano di ricerca, che deve indicare l’Ente che propone la ricerca, il responsabile, le finalità, gli obiettivi, le modalità organizzative della ricerca stessa. I minerali rinvenuti non sono trattenuti dai ricercatori, ma sono di proprietà del Parco e sono esposti al Museo di Scienze della Terra “Aldo Roggiani & Angelo Bianchi” di Crodo ed all'alpe Veglia nella vetrina collocata nella sede zonale dell'Ente Parco, oppure depositati presso lo stesso Museo a disposizione di Enti , scuole, Musei. I campioni di incerta classificazione sono invece inviati per le analisi al dott. Guastoni Alessandro, curatore del
"Dipartimento di Mineralogia e Petrografia Università di Padova", corso Garibaldi, 37 - 35137 Padova (Italy), direttore scientifico del Museo Mineralogico Ossolano Aldo Roggiani & Angelo Bianchi . La ricerca è consentita per una settimana al mese (con esclusione del periodo di ferragosto), da giugno a ottobre.
Con l’istituzione del Parco la ricerca scientifica non si è fermata, ma prosegue anche se con modalità diverse che in passato ed è seguita con grande attenzione ed interesse, perché contribuisce a valorizzarne il territorio sotto l’aspetto geologico e mineralogico.
La località più famosa per la ricerca per le sue particolari paragenesi e per i minerali unici che ha fornito è la zona del Monte Cervandone, in particolare il versante Nord – Est.

Parole “calde”


Orogenesi: insieme di fenomeni che hanno portato alla formazione delle catene montuose.

Falda : scorrimento di una massa rocciosa su un’altra, con accavallamenti e pieghe, secondo una determinata direzione.

Ricoprimenti : sovrapposizione di masse rocciose formatesi in epoche diverse e separate da strati di sedimenti.

Metamorfiche (rocce) : rocce la cui composizione ha subito dei cambiamenti chimico – fisici per sprofondamento, temperatura, pressione con ricristallizzazione dei minerali originari.

Calcescisto : roccia metamorfica regionale, i cui componenti essenziali sono calcite, mica, clorite, quarzo.

Serpentino : roccia metamorfica regionale i cui componenti esenziali sono serpentino (antigorite, lizardite), magnetite.

Gneiss : roccia metamorfica regionale,i cui componenti essenziali sono feldspato, mica. Gli gneiss della falda di Antigorio e del Monte Leone derivano dal metamorfismo di rocce granitiche (ortogneiss).

Ultrafemico (complesso) : rocce con un contenuto di ferro e magnesio superiore alla norma.

Tettonica : parte della geologia che studia la dislocazione (spostamenti) della crosta terrestre.

Tettonici (fenomeni) : complesso di situazioni relative agli spostamenti degli strati superficiali e profondi della crosta terrestre dalla loro posizione originaria.

Sinclinale : piega degli strati rocciosi con la convessità rivolta verso il basso.

Anticlinale : piega degli strati della roccia convessa verso l’alto.

Paragenesi :associazione di più specie minerali sullo stesso campione o nello stesso giacimento

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